giovedì 20 ottobre 2022

Arondir


ARONDIR

PAYNE

MCKAY

ARONDIR

(leggermente sorpreso dall’accoglienza)

PAYNE

ARONDIR

MCKAY

PAYNE

MCKAY

PAYNE

ARONDIR

PAYNE

(soddisfatto)

Payne e McKay sorridono, ma restano in silenzio, come se ritenessero chiusa la questione. Arondir li guarda perplesso aspettando che aggiungano qualcosa, poi…

ARONDIR

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

(si schiarisce rumorosamente la voce)

MCKAY

Arondir incassa con l’aria leggermente delusa.

MCKAY

PAYNE

ARONDIR

PAYNE

ARONDIR

I due lo guardano con aria scettica, come se faticassero a credergli.
Percependo la loro sfiducia…

ARONDIR

MCKAY

(un tempo)

PAYNE
(scimmiottando gli haters e facendo con le dita il segno
del virgolettato)

ARONDIR

MCKAY

I due si rilassano sulle sedie, sorridono, considerando la questione chiusa. Arondir esita…

ARONDIR

PAYNE

(cominciando a seccarsi)

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

MCKAY

(orgoglioso)

ARONDIR

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

(si schiarisce di nuovo la voce)

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

MCKAY

ARONDIR

MCKAY

(cauto)

PAYNE

MCKAY

(annuendo solennemente)

PAYNE

MCKAY

PAYNE

ARONDIR

PAYNE

(sollevato)

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

ARONDIR

McKay lo fulmina con un un’occhiataccia.

ARONDIR (cont.)

I due showrunner si scambiano un’occhiata perplessa.

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

            ARONDIR

(frustrato)

MCKAY

Payne si sporge verso l’amico e gli sussurra nell’orecchio con aria confidenziale e divertita.

PAYNE

I due si sganasciano dalle risate.

ARONDIR

(caparbio)

I due lo guardano come se non avessero idea di cosa stia parlando.  

ARONDIR

PAYNE

ARONDIR

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

ARONDIR

PAYNE

MCKAY

ARONDIR

MCKAY

PAYNE

MCKAY

Arondir cede, incurvandosi leggermente in segno di resa.

MCKAY

ARONDIR

PAYNE

Arondir si alza come in trance, e va via con passo incerto. I due lo guardano col solito sorriso di plastica. Appena l’elfo si è chiuso la porta alle spalle, McKay si sporge verso l’altro showrunner.

MCKAY

 

 

 

mercoledì 19 ottobre 2022

Gil Galad

  

GIL GALAD

PAYNE

MCKAY

GIL GALAD

(leggermente a disagio)

PAYNE

GIL GALAD

MCKAY

GIL GALAD

PAYNE

GIL GALAD

(ci pensa)

Payne e McKay si scambiano un’occhiata impenetrabile nella quale brilla un lievissimo barlume di consapevolezza.

PAYNE

MCKAY

GIL GALAD

(un tempo)

PAYNE

MCKAY

(gongolante)

Per un attimo Gil Galad sembra rifletterci. Quasi li volesse mandare a quel paese, poi si illumina in un sorriso radioso.

GIL GALAD

PAYNE

MCKAY

GIL GALAD

Gil Galad si alza e si avvia verso la porta.

PAYNE

MCKAY

Rimasti soli, i due si guardano sollevati.

PAYNE

MCKAY

PAYNE

MCKAY

PAYNE

MCKAY

PAYNE

L’inquadratura si allontana lasciando i due valenti showrunner a meditare sul prossimo insidioso confronto col Balrog.

lunedì 17 ottobre 2022

SAUBRAND

                 

PSICOLOGO

PAZIENTE

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

(paziente)

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

(con un fischio di stupore)

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

(sconfortato quasi piagnucolando)

PSICOLOGO

(perplesso)

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

(una pausa)

PSICOLOGO

(un po’ imbarazzato)

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

(compiaciuto)

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

(sorpreso)

Saubrand annuisce con aria imbarazzata.

PSICOLOGO

SAUBRAND

PSICOLOGO

(lascia volutamente la frase a metà)

SAUBRAND

PSICOLOGO

SAUBRAND

(implorante)

PSICOLOGO

(dopo un lungo sospiro)

SAUBRAND

PSICOLOGO

 

 

 

domenica 16 ottobre 2022

Forge, mithril e... inganni

                                                                             

 








CELEBRIMBOR

(sospettoso)

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

(con una studiata esitazione)

CELEBRIMBOR

(compiaciuto come un pesce lesso)

HALBRAND

CELEBRIMBOR

(gongolante)

HALBRAND

CELEBRIMBOR

(rabbuiandosi)

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

(imbronciato)

Si avvicina a una mensola e gli indica una supposta di mitrhil.

Halbrand si sporge con interesse, poi allunga la mano con gesto repentino che coglie di sorpresa Celebrimbor, che vorrebbe recuperare l'oggetto, ma si trattiene con la manina a mezz'aria.

HALBRAND

(istintivamente)

Poi si rende conto di aver parlato in romanesco e recupera la sua dizione perfetta.

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

(ridendo scettico)

HALBRAND

(dopo una lunga pausa a effetto)

CELEBRIMBOR

(folgorato)

I due si scambiano una lunga occhiata d'intesa.

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

HALBRAND

CELEBRIMBOR

(esita)

HALBRAND

(si affretta a correggersi)

Celebrimbor gli si avvicina sorridente cingendogli le spalle con un braccio.

CELEBRIMBOR

 

 

 

domenica 4 marzo 2018

Una parola al giorno (o quasi): Scienza


Era l’anno del Signore 1780 quando il famoso naturalista e botanico inglese Sir Joseph Banks  e il suo riverito e stimato collega svedese Daniel Charles Solander raggiunsero le White Mountains della California e, dopo essersi faticosamente inerpicati lungo un pendio scosceso che aveva costretto l’inglese a rivedere e rinfoltire il proprio bagaglio di imprecazioni, erano giunti a cospetto di quello che i selvaggi della zona chiamavano “il grande vecchio”.
Sir Joseph Banks restò
immobile, in contemplazione del gigantesco Pino che, con la sua mole, non poteva che incutere in qualunque essere umano un senso di reverenziale soggezione.
“Prodigioso!” esclamò ammirato dopo alcuni minuti.
“Direi che si tratta di un fantastico esemplare di pinus longaeva” disse Solander, desideroso di dimostrare al collega - e rivale - la propria preparazione, “e a giudicare dalla mole dovrebbe avere circa 4710 anni!” aggiunse con la voce incrinata dall’emozione.
Banks lo incenerì con lo sguardo, poi lo finì con un sorriso sarcastico.
“Certo che ne avete di fantasia, mio buon amico…” disse girando intorno al possente albero e studiandone attentamente la circonferenza.
Solander lo seguì con uno sguardo distaccato che non riusciva a nascondere la profonda stizza e attese.
Banks face rapidamente qualche calcolo mentale, infine sputò la cifra: “Sono 4490, non un anno di più!”
Solander scoppiò in una risata tanto forzata quanto eccessivamente rumorosa che si propagò imperiosamente attraverso la vallata sottostante.
“Sono 4710!” ribadì.
“4490!”
I due si fronteggiarono a muso duro, prima argomentando in modo rigorosamente scientifico, poi tirando in ballo considerazioni del tutto pretestuose e, infine, passando a imbarazzanti considerazioni sulle reciproche famiglie e, in particolar modo, sulle attitudini e le prestazioni sessuali delle rispettive genitrici.
“Va bene, a questo punto non c’è che una cosa da fare!” esclamò Banks facendosi paonazzo e mettendo minacciosamente mano a un’ascia “brutto svedese di merda!”
“L’hai voluto tu!” replicò Solander, che non vedeva l’ora di far rimangiare a quel fottuto inglese tutta la sua spocchia, armandosi a sua volta.
I due sbuffarono digrignando i denti, poi sollevarono le asce, e colpirono con inaudita violenza l’imponente fusto del “grande vecchio”, ognuno dal proprio lato.
Erano così furibondi che impiegarono un tempo relativamente breve per abbattere l’albero e, ansimanti e sudati, si avvicinarono ansiosi alla base del tronco, orrendamente mutilata.
Senza neanche guardarsi i due cominciarono a contare gli anelli. Poi si guardarono allibiti.
“Sono 4600 tondi tondi” balbettò l’inglese.
“Parità!” sussurrò ancora ansante lo svedese.
“Forse prima mi sono fatto prendere dalla foga e me ne dispiaccio…” aggiunse Banks porgendo la mano al collega.
Solander gliela strinse con un sorriso imbarazzato.
“E così questo bestione ha 4600 anni!”
Banks si riscosse. “Daniel, si rende conto di cosa vuol dire? Con 4600 anni questo è senza ombra di dubbio l’albero più antico esistente al mondo!”
Lo svedese annuì solennemente, poi guardò il corto e martoriato ceppo che spuntava dal terreno.
“O meglio, era…” corresse.
“Ehm già… era”.